Utilizziamo cookie nostri e di terze parti per migliorare i nostri servizi. Continuando la navigazione, accetterai automaticamente l’utilizzo dei cookie: puoi modificare le impostazioni e ottenere maggiori informazioni nella nostra sezione Informativa sulla privacy e i cookie


I contenuti presenti nella seguente pagina sono estratti dal sito Gioca Responsabile

Per ulteriori informazioni relative a Gioca Responsabile, utilizzare il numero verde gratuito 800 921 121 (da telefono fisso e cellulare), operativo tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 22. Nelle restanti ore della giornata è attiva la segreteria telefonica.


Di seguito le domande più frequenti relative al Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.)

Che cos'è il Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.) ?
Chi gioca spesso è un giocatore compulsivo?
Il gioco compulsivo è associato ad altri problemi di salute mentale?
I giocatori compulsivi possono essere aiutati?
Quale tipo di gioco può causare i problemi più seri?
Esiste una relazione tra gioco compulsivo e criminalità?
In cosa consiste un problema di gioco?
Si tratta di un problema soltanto economico?
E’ possibile affermare che i giocatori problematici siano sempre delle persone irresponsabili con scarsa forza di volontà?
Quali sono le persone che rischiano di diventare giocatori problematici?
Quale tipologia di gioco causa i problemi più gravi?
Una persona può avere un problema di gioco anche se non gioca tutti i giorni?
Quanti soldi è necessario perdere prima che si possa stabilire l’esistenza di un problema di gioco?
Come è possibile essere dipendenti da qualcosa che non sia una sostanza?
In generale, i problemi di gioco vanno a sommarsi ad altre dipendenze?
Quanto è diffuso il gioco in Italia? E quanto lo sono i problemi legati ad esso?
I bambini e gli adolescenti sono a rischio?


Che cos'è il Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.) ?

Il Gioco d'Azzardo Patologico (GAP) è stato riconosciuto ufficialmente come patologia nel 1980 dall’Associazione degli Psichiatri Americani; ed è stato classificato nel DSM IV come "disturbo del controllo degli impulsi non classificati altrove". Il DSM IV ha definito il GAP come un "comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco che comprende gli aspetti della vita personale, familiare e lavorativa del soggetto". Il GAP può essere definito una "dipendenza senza sostanza" che in alcuni casi si accompagna all'uso di sostanze stupefacenti e/o di alcool (S. Blum), a problemi della sfera emotiva-affettiva-sessuale o a disturbi da deficit dell'attenzione con iperattività. Inoltre i giocatori possono essere a rischio di sviluppare condizioni mediche generali correlate allo stress come: ipertensione, ulcera peptica ed emicrania. Se il soggetto presenta almeno cinque di questi sintomi, viene diagnosticato un quadro di Gioco d'Azzardo Patologico (DSM-IV, 1994). È eccessivamente assorbito dal gioco d'azzardo (per esempio, il soggetto è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a valutare o pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare i modi per procurarsi denaro con cui giocare)
Ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato
Ha ripetutamente tentato di ridurre, controllare o interrompere il gioco d'azzardo, ma senza successo
È irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo
Gioca d'azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione)
Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (rincorrendo le proprie perdite)
Mente ai membri della propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l'entità del proprio coinvolgimento nel gioco d'azzardo
Ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d'azzardo
Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d'azzardo
Fa affidamento sugli altri per reperire il denaro per alleviare una situazione economica disperata causata dal gioco (una "operazione di salvataggio"). Torna su


Chi gioca spesso è un giocatore compulsivo?

Non necessariamente. Molte persone che giocano spesso sono semplicemente degli appassionati. Generalmente, questi individui stabiliscono di investire nel gioco una somma predeterminata di denaro e giocano per divertirsi piuttosto che per inseguire a tutti i costi la vincita. Essi riconoscono l’esistenza della probabilità di perdere e non scommettono più di quanto possano permettersi. E’ anche possibile avere problemi di gambling senza essere un giocatore patologico. E’ quello che accade quando una persona perde molti soldi al casinò in seguito ad un evento particolare della sua vita che lo ha spinto ad un comportamento sconsiderato, ma episodico. Quasi sempre problemi del genere si risolvono da soli, senza il bisogno di un intervento professionale. Torna su


Il gioco compulsivo è associato ad altri problemi di salute mentale?

In molti casi pare proprio di sì. Diversi studi hanno evidenziato alti tassi di alcolismo, depressione, disordini di personalità anti-sociali, instabilità dell’umore e altri disturbi nei giocatori patologici. Ciò considerato, molti ricercatori sospettano che i problemi legati al gioco siano spesso sintomatici di una soggiacente condizione di disagio. Torna su


I giocatori compulsivi possono essere aiutati?

Certamente. L’efficacia dei trattamenti è stata dimostrata scientificamente. Esiste una vasta gamma di possibilità per essere aiutati: i servizi territoriali, le strutture residenziali, i giocatori anonimi, gli specialisti ecc. Non esiste un programma adatto per tutti: se una modalità di cura non ha funzionato con un particolare individuo, un’altra potrebbe sortire un effetto positivo. Per informazioni è possibile rivolgersi al servizio Gioca Responsabile (www.giocaresponsabile.it, numero verde: 800 921 121). Torna su


Quale tipo di gioco può causare i problemi più seri?

I giocatori problematici sono attratti da differenti forme di gioco e per motivi diversi tra loro. Alcuni sono colpiti dagli stimoli sensoriali dei giochi elettronici basati esclusivamente sulla fortuna (video-slot), altri dalla percezione di poter dimostrare la propria abilità nel gioco delle carte o nelle scommesse sportive. Altri ancora sono affascinati dai soldi, apparentemente, facili che si possono guadagnare rapidamente con investimenti ad alto rischio. Molti, se non la maggioranza, dei giocatori patologici si dedicano ad una o più forme di gambling. Tuttavia, studi specifici hanno dimostrato come tra i giochi preferiti dai soggetti patologici vi siano le slot machines, i giochi con le carte e le scommesse sportive. Torna su

Esiste una relazione tra gioco compulsivo e criminalità?

Indubbiamente, sebbene esistano evidenze scientifiche limitate che provino la portata e la natura di un simile legame. Alcuni giocatori patologici si dedicano ad attività illecite, quali appropriazione indebita od emissione di assegni a vuoto, per limitare le conseguenze economiche delle loro perdite. Uno studio australiano ha dimostrato che il 36% dei giocatori in trattamento hanno commesso reati da loro attribuiti ai propri problemi di gambling (Blaszczynski e altri, 1989). A sua volta, una più recente ricerca tedesca evidenzia che in molti casi il comportamento criminale precede la dipendenza dal gioco e sottolinea che, almeno in alcune circostanze, i fattori che predispongono all’illegalità e alla dipendenza sono assimilabili (Meyer, 1997). I legami tra gambling patologico e abuso di sostanze e tra abuso di sostanze e comportamento criminale complicano questa relazione. Torna su


In cosa consiste un problema di gioco?

Un problema di gioco include tutti i modelli di comportamento che compromettono, lacerano o danneggiano le condizioni esistenziali, le aspirazioni e i legami famigliari e sociali delle persone coinvolte. Gli aspetti ricorrenti del fenomeno sono un’attenzione continua ed ossessiva al gioco, un bisogno di quantitativi sempre maggiori di denaro da investire nel gioco, l’incapacità di fermarsi e il manifestarsi di irritabilità quando si tenta di farlo, la tendenza ad “inseguire” una vincita risolutiva per recuperare il denaro perduto e la perdita di controllo che si manifesta nel perseverare nel gioco nonostante il ripetersi di conseguenze via via più negative. In casi estremi, i problemi di gioco determinano la rovina finanziaria, problemi legali, distruzione di famiglie e carriere professionali e persino il suicidio. Per maggiori informazioni e possibile compilare il test SOGS. Torna su


Si tratta di un problema soltanto economico?

No. Il gioco eccessivo è un problema emozionale e comportamentale che ha ricadute economiche. Anche se tutti i debiti di un giocatore patologico venissero saldati, il problema non sarebbe risolto, perché legato ad un’incontrollabile ossessione rispetto al gioco. Torna su


E’ possibile affermare che i giocatori problematici siano sempre delle persone irresponsabili con scarsa forza di volontà?

No. Molte persone con problemi di gioco, prima di cadere nella dipendenza, venivano considerate responsabili e mature dai famigliari e dagli amici. Determinati accadimenti esistenziali (l’inattività in seguito alla fine della vita lavorativa oppure una forte situazione di stress) possono causare cambiamenti nel comportamento anche nei soggetti più insospettabili. Torna su


Quali sono le persone che rischiano di diventare giocatori problematici?

Qualunque giocatore è potenzialmente a rischio, soprattutto se  non adotta uno stile di gioco consapevole e responsabile. Quando il gioco interferisce con la stabilità finanziaria e con le relazioni sociali e professionali dell’individuo, un serio problema è già presente.


Quale tipologia di gioco causa i problemi più gravi?

Dietro ai problemi di gioco eccessivo sta l’incapacità individuale di controllare i propri impulsi. Di conseguenza, ogni tipologia di gioco può diventare problematica, similmente a quanto avviene ad un alcolizzato che può esagerare nel consumo di diversi tipi di bevande. Ad ogni modo, determinati giochi hanno caratteristiche intrinseche che finiscono per acutizzare i problemi dei giocatori eccessivi. Anche se gli studi sono in una fase iniziale, pare evidente che la velocità di gioco sia un fattore rilevante. In altre parole, più rapida è la sequenza con cui è possibile puntare o scommettere e più facilmente un individuo svilupperà un rapporto problematico con un determinato gioco.   Torna su


Una persona può avere un problema di gioco anche se non gioca tutti i giorni?

La frequenza con cui una persona gioca non è decisiva per stabilire se esista o meno un problema di gioco. Anche se il problema si manifesta solo periodicamente, le conseguenze psicologiche ed economiche possono essere comunque talmente pesanti da incidere negativamente sulla vita del giocatore e della sua famiglia. Torna su


Quanti soldi è necessario perdere prima che si possa stabilire l’esistenza di un problema di gioco?

Un determinato ammontare di denaro perso o vinto non è di per sé indicativo dell’insorgere di un problema di gioco. Il gambling diventa problematico quando incide negativamente in ogni ambito della vita di un individuo. Torna su


Come è possibile essere dipendenti da qualcosa che non sia una sostanza?

Anche se non vengono ingerite sostanze, il giocatore problematico ricerca sensazioni paragonabili a quelle di chi assume un tranquillante o consuma una bevanda alcolica. Il gioco eccessivo altera l’equilibrio della persona, che ripete il comportamento di gioco per provare nuovamente sensazioni superficialmente piacevoli. Tuttavia, proprio come avviene per il consumo di alcol e droghe, il giocatore patologico deve giocare sempre di più per raggiungere le sensazioni piacevoli che lo hanno condotto alla dipendenza. Ciò crea una crescente compulsione al gioco e il giocatore trova sempre più difficile resistere alla tentazione di giocare con intensità e frequenza via via maggiori. Torna su


In generale, i problemi di gioco vanno a sommarsi ad altre dipendenze?

E’ generalmente accettato che le persone che sviluppano una dipendenza siano a rischio di svilupparne un’altra (ad esempio, il consumo di alcol e droghe). Non si tratta tuttavia di una correlazione obbligata. Molti giocatori problematici non vivono altre esperienze di dipendenza, perché non esistono sostanze ed attività in grado di suscitare in loro le stesse sensazioni prodotte dal gioco. I dati evidenziano anche l’importanza degli antecedenti famigliari: spesso uno o entrambi i genitori di un giocatore patologico sono stati a loro volta dipendenti dall’alcol, da sostanze o dal gioco. Torna su


Quanto è diffuso il gioco in Italia? E quanto lo sono i problemi legati ad esso?

In Italia per circa 80 mila persone il rapporto con i giochi a premi è ad elevato rischio di gioco patologico, 700 mila sono quelle che presentano un rischio moderato, 2 milioni invece sono a rischio minimo, mentre per l’80% delle persone tra i 15 e i 64 anni non c’è alcun rischio. Il livello di problematicità connessa ai comportamenti di gioco viene misurato attraverso un indice Cpgi, Canadian Problem Gambling Index. Dall’elaborazione del dato risulta che il 14,5% della popolazione risulta associato ad un rischio minimo, il 4,7% ad un rischio moderato (gioco problematico) e lo 0,6% ad un elevato rischio (gioco patologico) - dati Ipsad 2008. Attualmente, in Italia, secondo i dati di Federserd, sono 5 mila le persone in trattamento per gambling, in quasi 200 realtà territoriali attive. L’organizzazione sanitaria, infatti, prevede che il trattamento del gioco patologico sia a cura delle Regioni e localmente delle Asl tramite i  Dipartimenti delle dipendenze, cioè 550 Sert e oltre un migliaio di strutture residenziali o diurne terapeutiche riabilitative. Torna su


I bambini e gli adolescenti sono a rischio?

Ricerche condotte all’estero (Nevada Council on Problem Gambling e British Columbia Partnership for Responsible Gambling) dimostrano che molti  ragazzi hanno avuto la loro prima esperienza di gioco prima dei 18 anni e che i giovani rischiano concretamente di sviluppare forme di dipendenza dal gioco con maggiore facilità rispetto agli adulti. Un numero consistente di giocatori che iniziano un trattamento di cura dichiara di aver iniziato a giocare durante l’adolescenza. Il dibattito su questo punto è comunque aperto. Appare certo che l’atteggiamento dei genitori rispetto al gioco abbia un ruolo centrale nel determinare l’approccio dei ragazzi al gioco.  Torna su